Lüdenscheid, ottobre 2001


I gemelli Trivella : semplicemente geniali .

Avremmo potuto ascoltarli per delle ore


Le loro interpretazioni sono stravaganti e originali. In ogni frase si sente quanto piaccia a loro suonare. Quando Davide e Daniele Trivella suonano, accarezzano o maltrattano i loro pianoforti, quando li coccolano, li spingono avanti, strappano loro lirismo o esplosioni di forza primitiva - l'eleganza si abbina ad un temperamento traboccante, l'espressività poetica ad un sorprendente virtuosismo.
Con il loro programma e il brillante dialogo musicale riscuotono successi tanto in Europa che negli Stati Uniti.
Il duo percorreva un vasto repertorio: Schubert, Schoenberg , Martinu, Zabel, Poulenc, Sollima.
( Westfälische Rundschau )

“Konzertfreunde” Reitstadel - Neumarkt, novembre 2003

Due stregoni al pianoforte
Pezzi di bravura di gemelli pianisti


Chi dovesse ancora credere che un pianista deve solo premere il tasto giusto al momento giusto avrebbe potuto ricredersi giovedi sera nella Reitstadel di Neumarkt. L'esibizione dei gemelli Davide e Daniele Trivella a due pianoforti e ciò che facevano con gli strumenti era davvero da sentire e da vedere. Basti dire che erano posizionati in un angolo a 90°, volgendo le spalle l'un l'altro e al pubblico - una posizione alquanto inusuale, che rendeva difficile credere nella sincronia che pure si notava. Una sincronia particolarmente richiesta dalle complessità ritmiche delle opere scelte: opere per due pianoforti di Gershwin, Poulenc, Piazzolla e Trovesi.
Nella suite di Tangos di Astor Piazzolla ( nella elaborazione dei Trivella ) i due pianoforti cominciano a pulsare come fossero dei corpi sonori, sopportano colpi sul corpo e carezze alle corde a mo' di arpeggi, accettano un raffinato gioco di pedali e sordine, suggeriscono respiri, la musica si espande, si sposta letteralmente da un pianoforte all'altro.
Risulta ulteriormente affascinante la tranquillità con la quale, nella musica che si impenna, il secondo pianista passa al secondo strumento.
Anche la Cuban Overture di Gershwin entrava direttamente nel sangue con un ritmo da rumba onnipresente che, stranamente, sviluppava il suo effetto febbrile e coinvolgente nella combinazione di pianoforte e maracas ( suonati da un unico pianista ! ). "Hercab" di Gianluigi Trovesi ( nella elaborazione dei Trivella ) vive, anch'esso, dell'incanto atmosferico suscitato dal modo di suonare i due pianoforti come strumenti a tastiera, a corde pizzicate e a percussione. Il rigore del costante oscillare tra tonica e dominante attorniato da frasi improvvisate della musica da ballo sudamericana incanta per poi, nel finale improvviso, lasciare l'ascoltatore in un 'attesa concentrata.
( Mittelbayerische Zeitung )

“Meister von Morgen” Werner Richard Saal- Herdecke, gennaio 2003


Un fuoco d'artificio fuori classe acceso dai gemelli Davide e Daniele Trivella

Nel "Divertissement à l' hongroise" di Schubert si fondevano completamente in un'unica persona. La "Fantaisie" di Bohuslav Martinu ha colmato l'interpretazione dei gemelli di piena forza e vitalità. Con lo charme di due furbi biricchini hanno suonato variazioni che lasciavano senza fiato mostrando una chiara gioia sentita per la musica. Il punto culminante erano i "Subsongs" di Giovanni Sollima nella loro rielaborazione.
Lì i gemelli erano nel loro elemento, incantavano con humour e creatività. Passavano al volo da un pianoforte all'altro e non era solo mediante i tasti che traevano suoni dai loro strumenti - pizzicavano le corde tramutando il pianoforte in uno strumento ritmico. I gemelli si infilavano nei loro strumenti dando prova della loro straordinaria bravura. Solo il titolo dell'organizzazione non ha colpito nel segno: i due non erano " Maestri di domani " ma già nella loro giovane età Maestri nel loro campo.
( Rundschau fur Wetter und Herdecke )

Mozart gesellschaft - Dortmund, settembre 2004


Gemelli suonavano il pianoforte come due Don Giovanni


Davide e Daniele Trivella non sono un duo pianistico qualsiasi.
Sono dei gemelli monozigoti che hanno già suscitato scalpore suonando il pianoforte mostrandosi vicendevolmente le schiene.
Questi gemelli sembrano intendersi ad occhi chiusi.
La sonata di Mozart per due pianoforti KV 488 risultava, sotto le mani degli italiani, impetuosa e brillante. Velocissimi i gemelli attraversarono l'ultimo tempo suonandolo con effetti impressionanti. Sempre con il massimo della sintonia sia nel fraseggio che nell' articolazione.
Le grandi emozioni dei fratelli fecero delle Reminiscenze di Liszt sul " Don Giovanni " di Mozart un pezzo forte dell'arte pianistica. Con dolcezza , quasi con timidezza, il loro Don Giovanni corteggia Zerlina e con temperamento spumeggiante invitano, con l'aria allo champagne, alla festa di Don Giovanni trasformandola in un festival a 176 tasti. Pezzo adattissimo a illuminare la musicalità dei due pianisti sono le "Variazioni e fuga su un tema di Mozart" op. 132 di Reger. Come due architetti hanno reso lucidamente la monumentale opera.
( Ruhr Nachrichten )

Prinznregententheatre - Muenchen, marzo 2003


Due a volte sono nessuno di troppo

Impressionanti erano i Tangos con le loro ramificazioni alla maniera di Piazzolla ed anche " Subsongs " dell'italiano Giovanni Sollima.
Il suo humour, la sua raffinatezza e la rappresentazione quasi teatrale di un duo pianistico in tutte le situazioni della vita era impressionante. I gemelli creano, come per magia, il suono di chitarra o percussioni. Infine si chinano dentro il pianoforte e si danno da fare con molta maestria.
( Helmut Mauro - Suddeutsche Zeitung )


“Konzertfreunde” Reitstadel - Neumarkt, novembre 2003


Solitudine sotto le gelide stelle
La nuova prova della ricerca dei gemelli al pianoforte.


I fratelli Davide e Daniele Trivella, dall’Italia, pluri premiati nei concorsi, fanno furore accanto a Kontarsky, Làbeque e Pekinel. Altri hanno iniziato la carriera con Czerny o Bernstein i Trivella brillano con i tanghi di Piazzolla ora anche alla Reitstadel di Neumarkt .
Hanno iniziato la loro elaborazione della suite di tango come se suonassero Satie: mondi lontani, estranei, colmi di solitudine sotto gelide stelle. Ma questo i Trivella preferiscono farlo combinandolo con ogni accuratezza classica: libertà di improvvisazione, un’esperimento tecnicamente ben escogitato ( anche con lo strumento ), il dettaglio ben intessuto che alla fine sfocia in un gioco circense grandiosamente inebriante. Essi cambiano lo strumento nel bel mezzo del pezzo, suonano egocentricamente per sé e sono tuttavia un miracolo di precisione duettistica nella loro esecuzione dei tanghi: da mozzafiato!
Per di più ambedue assolutamente distaccati quando pizzicano le note scivolando sopra le corde e suonano girando attorno alle ali del piano e fanno partire razzi di suoni.

Stridenti fulmini discantistici

Con la Fantasia D940 di Schubert, scritta nell’anno della sua morte, a 4 mani su uno dei due Steinwej & Sons della Reitstadel i due signori, eleganti nel loro fluente abito lungo, cercano e trovano molta poesia romantica, fanno brillare in modo stridente i fulmini discantistici e osservano la somiglianza con Chopin senza il minimo kitsch sentimentale.
Nella sonata di Poulenc, Davide e Daniele Trivella, hanno agito come due stregoni totalmente sincroni.
Una piena forza non viene espressa soltanto dai crescendo di sapore ammiccante, no, i Trivella non sono due facili sentimentali, ma musicisti che fanno affidamento sulla virtuosità propria e del pezzo. Questo essi lo sanno anche sfruttare per il piacere del pubblico.
Autentica ovazione quando suonano Gershwin come se fossimo al carnevale dell’Avana.
( Uwe Mitsching )